La favola della scatola nera spiona e cattiva

Si leggono su internet una serie infinita di stupidaggini sulle famose “scatole nere”, i dispositivi che permettono di combattere le frodi ed abbassare, finalmente, i premi. 

Milioni di utenti di numerose compagnie le stanno già provando. Segno che molte delle diffidenze iniziali verso un nuovo strumento tecnologico stanno scomparendo. Altri, invece, inorridiscono alla sola idea di installarne una, impauriti dalle bufale Orwelliane che circolano sul web: si tratta della famosa “scatola nera”.

grandefratelloIn attesa che il Legislatore esca dal fangoso iter parlamentare che dovrebbe “istituzionalizzare” l’uso della scatola nera, il mercato dell’RC auto si è già portato avanti da solo. Le principali compagnie assicurative offrono ai propri clienti la possibilità di installare il dispositivo elettronico in cambio di forti sconti sulla polizza. L’installazione può avvenire presso centri convenzionati (soprattutto per i dispositivi con tecnologia GPS che localizza il veicolo) oppure si possono installare da soli con pochi gesti. Installazione e disistallazione sono gratuiti, mentre il dispositivo può essere in comodato o di proprietà.

Le scatole nere, nascono principalmente per combattere i sinistri fasulli. Esse registrano gli urti, il ribaltamento e l’accelerazione/decelerazione del veicolo. Solitamente è collegato un servizio di allerta automatica con una Centrale Operativa che gestisce il soccorso stradale.

Economicamente per l’assicurato l’adesione al servizio diventa molto conveniente perché gli sconti sono davvero importanti (fino al 30%). Inoltre, in caso di presenza di garanzia furto con la “scatola nera a tecnologia GPS” vi è una riduzione di premio che può arrivare anche al 70% con servizio attivo di localizzazione e ritrovamento del veicolo. Altri dispositivi, hanno implementato la loro tecnologia riuscendo a “bloccare” il veicolo rubato fermandone l’alimentazione. Questo sistema è molto utile su vetture di lusso. Inoltre, per chi aderisce alla “tariffa a chilometro”, i premi annualmente sono riparametrizzati in base alle percorrenze registrate l’anno precedente, con altri possibili sconti.

Dicevamo che la possibilità di poter “documentare” strumentalmente un incidente, registrandone “impatto”, ora e luogo, impedisce il proliferare delle truffe assicurative. Chi non si è mai inventato un sinistro non ha di che preoccuparsi. Anzi, in caso di incidente, causato o subito, il poter documentare la “forza” dell’impatto è uno strumento molto importante sia nella pretesa di risarcimento, sia per difendersi da richieste palesemente esorbitanti della controparte. Il fornitore del servizio mette a disposizione dell’assicurato un accesso web riservato dove visualizzare tutti i dati raccolti circa gli impatti ed, in forma aggregata, le percorrenze.scatolanera

È una bufala grande come tutto il web il fatto che le Compagnie vadano a spiare i dati registrati al fine di scovare il modo di non risarcire un sinistro al proprio assicurato. In primo luogo perché i dispositivi a tecnologia GPRS non hanno nemmeno la capacità tecnica per farlo (l’accelerometro registra la forza dell’impatto in g per cui se due viaggiano ai 50 km/h l’impatto è identico rispetto a quando abbiamo un veicolo ai 90 km/h ed uno ai 10 km/h). Inoltre, le modalità di trattamento dei dati è esplicitata dal contratto di servizio del dispositivo. Anche un bambino capirebbe che non è interesse della compagnia far risultare il proprio assicurato “colpevole” dovendo magari pagare la controparte. Mentre le eventuali rivalse per comportamenti contrari al codice della strada sono stabilite contrattualmente, per cui basterebbe leggerle per capire che tale ipotesi non è prevista. Anche perché tutti gli incidenti provocati con responsabilità, anche solo parziale, accadono per violazione (quasi sempre colposa) di una norma del codice della strada.

Capisco bene che la teoria del “Grande Fratello” è affascinante, ma prima di scartare l’ipotesi di acconsentire all’installazione della scatola nera per paura di avere un grande spione che controlla ogni nostra sterzata credo sarebbe più opportuno approfondirne l’argomento. E se credete che la vostra Privacy possa essere in pericolo forse dovreste pensare a tutte le volte che transitate sotto un telepass, un Tutor o vi fate taggare su Facebook….

Ilie Rizzato

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