Sei prossimo alla pensione? Il P.I.P. fa proprio al caso tuo

L’integrazione pensionistica attraverso i Piani Individuali può essere un’ottima opportunità anche per coloro a cui mancano pochi anni alla pensione. 

Abbiamo sempre parlato degli effetti nefasti delle nuove riforme in tema di previdenza. Per i più giovani è già evidente che la pensione, una volta arrivati a raggiungere l’età stabilita dai requisiti di legge, non sarà per nulla equiparabile a quella che hanno è percepito i nostri padri o nonni.

Per ovviare a quella che viene definita scopertura previdenziale risulta necessario l’accantonamento volontario di parte del proprio reddito pensionesalvadanaiodisponibile in Fondi Pensioni (chiusi, aperti o PIP). La normativa fiscale, in tal caso, permette all’aderente una serie di vantaggi particolarmente favorevoli. Tali vantaggi, però, possono essere sfruttati anche da coloro che, pur prossimi alla pensione, non vogliono rinunciare ad un’opportunità fiscale senza precedenti.

Sappiamo che le somme versate in un Piano Individuale Pensionistico (P.I.P.) sono deducibili per l’intero importo fino ad un massimo di Euro 5.164,57. Questo significa che, per un reddito lordo di Euro 40.000 all’anno il beneficio fiscale sarà pari al 38% e cioè ogni Euro 1.000 versati nel fondo ne recupero fiscalmente 380,00. Mica male. Se il reddito è superiore ad Euro 55.000 il risparmio è di Euro 410 ogni mille versati. E di Euro 430 ogni mille se superiore ad Euro 75.000.

Sui rendimenti delle somme versate pagherò, invece, l’11% di ritenuta (sui BOT è il 12,5%, su altri titoli non di Stato il 20%). Inoltre per molte forme di PIP esiste sempre un rendimento minimo garantito pari spesso al 2% (i BOT rendono meno dell’1%, commissioni e spese escluse).

Al raggiungimento dell’età pensionabile pagherò solo il 15% di ritenuta fiscale. Un vantaggio davvero considerevole. Vi lascio, comunque, con un piccolo esempio:

Mario, imprenditore, ha 55 anni e andrà in pensione a 65. Ha un reddito lordo dichiarato di Euro 70.000,00. Decide di aderire al PIP e di versare ogni anno Euro 5.000. Vediamo i calcoli:

Euro 5.000 x 41% (aliquota irpef scaglione) = Euro 2.050 risparmio fiscale

Sui dieci anni avrà Euro 55.000 versati ed Euro 20.500 risparmiati

A 65 anni riscatterà gli Euro 55.000 e pagherà il 15% di ritenuta pari ad Euro  8.250.

Alla fine la sua operazione fiscale gli ha portato un vantaggio pari ad Euro 12.500 (pari al 22,27% del capitale iniziale investito).

A questo vanno aggiunti gli interessi maturati nei 10 anni (pari almeno al 2%) che hanno subito una ritenuta fiscale dell’11% anziché del 12.5% (o peggio del 20%).

Questo rende i PIP un’ottima occasione anche per coloro a cui mancano pochi anni alla pensione e non solo, quindi, per i giovani.

Ilie Rizzato

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