Dal primo luglio addio attestato di rischio cartaceo

Entra in vigore il primo luglio la modifica al Codice delle Assicurazioni che dematerializza l’attestato di rischio

Attestato di rischio cartaceo addio. Con il primo giorno di luglio entra in vigore la modifica al Codice delle Assicurazioni che prevede la “dematerializzazione” del documento comprovante la sinistrosità pregressa. L’acquisizione da parte della Compagnia al momento della stipula di un nuovo contratto avverrà ora solo per via telematica, grazie al attestato-rischio-assicurazcollegamento con la banca dati Ania, a cui le Compagnie stesse si sono impegnate di far confluire i dati in tempo reale.

L’attestato di rischio, quindi, si dematerializza ma non sparisce. Esso sarà inviato al contraente (e anche al proprietario/usufruttuario del veicolo se diverso) per via telematica: lo si potrà consultare su internet attraverso una sezione riservata nel sito della Compagnia di riferimento, tramite App per smartphone/tablet, o verrà inviato via posta elettronica o Social Network.

rcauto-contrassegnoPer coloro che non sono troppo pratici dei nuovi media l’alternativa resta quella di recarsi di persona dal proprio intermediario che ne rilascerà una copia cartacea. Ad ogni buon conto, ai fini della stipula di un eventuale nuovo contratto farà fede esclusivamente quanto presente in banca dati. Nell’eventualità che essa non fosse aggiornata l’intermediario potrà acquisire l’ultimo attestato di rischio presente, facendosi rilasciare dall’assicurato un’autocertificazione circa il periodo mancante, ricostruendo così l’esatta posizione assicurativa.

La novità è un ulteriore passo verso la crociata sempre più feroce contro le frodi assicurative. In attesa della prossima rivoluzione coperenicata in tema di RC Auto ovvero la dematerializzazione del contrassegno attesa per il 18 ottobre. Ma questa è un’altra storia…

 Ilie Rizzato

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Assicurazione gratis per un anno: un regalo con amara sorpresa

Inserite nei pacchetti offerti da molte case automobilistiche, l’assicurazione gratis per un anno può rivelarsi tutt’altro che un regalo gradito

La prima a muoversi è stata l’IVASS, l’istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni, che aveva messo sotto la lente d’ingrandimento le proposte assicurative inserite in molti pacchetti offerti dalle case automobilistiche abbinate all’acquisto di un auto nuova. Ora, però, il “caso” è salito alla ribalta anche della stampa nazionale.

Stiamo parlando delle polizze assicurative RC Auto offerte gratuitamente per un anno allorché si acquista una nuova autovettura. Tecnicamente, accettando l’offerta, si aderisce ad una polizza a “Libro Matricola” in cui il contraente è una Società e gli assicurati i singoli aderenti. Di norma la formula tariffaria proposta è con franchigia polizze_gratis1(significa che in caso d’incidente con responsabilità una parte di danno è a proprio carico – fattispecie tra l’altro scarsamente pubblicizzata) ed una volta terminata l’annualità assicurativa ci si trova nella classe di merito più alta. Si perdono, dunque, tutte le agevolazioni previste dalla normativa come il recupero del proprio attestato di rischio e, più in generale, l’impossibilità di applicare i benefici della Legge Bersani. In pratica, ciò che succede è che quando l’assicurato torna dall’assicuratore tradizionale questi non può fare altro che inserirlo nella classe di merito più elevata: un bel salasso per chi precedentemente usufruiva di classi di merito basse e di premi più economici. Un trabocchetto dentro cui sono caduti in molti, che a loro spese hanno capito come il regalo della polizza per un anno, alla fine,  si sia rivelato una sorpresa davvero amara.

Quanti, tra gli utenti che sono finiti in questo inghippo, fossero perfettamente consapevoli del grave pregiudizio a cui sarebbero andati incontro non è dato sapere. Come di difficile chiara definizione è quanto trasparenti siano stati coloro che hanno offerto questo servizio. Sappiamo, però, che il giochino ha fruttano una raccolta pari a circa sei milioni di euro. Non poco. Come non pochi sono stati gli utenti finiti nella trappola.

Tra l’IVASS e l’ANIA (associazione che riunisce le compagnie assicurative) è in corso una trattativa che miri in parte al ristoro degli inconsapevoli (e poco avveduti) assicurati: «chi ha già stipulato una polizza pagando un premio più alto rispetto a quello di cui avrebbe potuto usufruire, potrà chiedere il rimborso alla compagnia assicurativa di cui è attualmente cliente», spiega Elena Bellizzi, capo del servizio tutela del consumatore dell’Istituto di Vigilanza. In parole povere, chi è stato cacciato nella rc_auto_aumenticlasse di merito alta ed invece avrebbe potuto usufruire delle agevolazioni della Legge Bersani se non fosse caduto nell’inghippo delle polizze a Libro Matricola, potrà chiedere di riavere quei benefici ottenendo un rimborso. Una soluzione che, ovviamente, non piace alle Compagnie coinvolte e che presenta la non facilmente superabile problematica relative alle imposte (che pesano anche fino al 30% sul premio finito) per le quali non sarebbe comunque possibile ottenere alcun rimborso.

Non ci si stancherà mai di ripeterlo: anche per una banale polizza RC Auto la componente “consulenziale” può avere la sua importanza. Perché il continuo cercare stratagemmi poco ortodossi per trovare l’offerta che “non si può rifiutare” può causare più danni che benefici. E ben lo sanno coloro che, attratti dal miraggio di una polizza gratis, oggi sono chiamati a pagare premi assicurativi a volte cinque volte più alti rispetto a prima. Anche se, ovviamente, le colpe principali ricadono sulle Campagnie coinvolte, interessate più alla raccolta premi “a strascico” che alla trasparenza dei prodotti, e sugli intermediari “compiacenti”.

 

Ilie Rizzato

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