RC professionale medica: quando in pericolo è il dottore e non il paziente

Il diabolico trabocchetto delle polizze di rc professionale medica “colpa grave” per i medici dipendenti del servizio sanitario nazionale.

Se c’è un settore che assicurativamente parlando è una polveriera zeppa di problematiche gravi e non risolte è sicuramente quello sanitario. Le varie riforme, non ultima quella promossa dal Decreto Balduzzi, hanno cercato di mettere un po’ di ordine nell’intricato groviglio normativo che incrocia la responsabilità della Ente Ospedaliero e quella del medico.

Ma essendo noi in Italia, le cose semplici non riusciamo a farle. E comunque, se leggi questo articolo, probabilmente hai ben presente nell’ambiente ospedaliero quante e quali storie di medici citati in giudizio, richieste di risarcimento e noie processuali esistano.

Ergo, se sei preoccupato di quello che può succederti, fai bene.

In fondo, cercare di far cassa e tirare in ballo dal Direttore Generale al portantino che ha spinto la barella è prassi all’ordine del giorno in ospedale.

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E come in tutti i Far West, regna il caos più assoluto. Non di meno dal punto di vista assicurativo. L’Ente ospedaliero è diventato il selvaggio fronte West delle coperture professionali, dove la fanno da padrone ciarlatani imbonitori pronti a vederti il proprio intruglio fatto di urina e whisky come fosse l’elisir di lunga vita.

A cosa mi riferisco? Se sei un medico dipendente di struttura pubblica avrai sicuramente già dovuto affrontare il problema della responsabilità civile professionale e della relativa copertura assicurativa. La bacheca della sala mensa sarà piena di fogli e volantini che propone convenzioni assicurative con i più grossi intermediari assicurativi mondiali.

E anche se tu non sei una centrale termonucleare, è stuzzicante l’idea di sottoscrivere una copertura assicurativa vitale per la tua attività professionale al prezzo della polizza RCA dello scooter con il quale vai al lavoro. Sfruttare il mercato internazionale delle assicurazioni ci fa sentire sicuramente come una persona importante, dall’ineguagliabile fiuto per i grandi affari.

Tutto straordinariamente affascinante, dunque.  Se non che continuo a non riuscire a capire cosa spinga un professionista solitamente attento come un medico, a stipulare l’assicurazione più importante della propria attività compilando un modulino on line o cartaceo… spedirlo via fax a qualcuno che non si è nemmeno mai visto e pensare di aver fatto l’affare della vita.

[Se vuoi sapere cosa penso di questo tipo di soluzioni dal punto di vista “pratico”, leggi il mio articolo: “Anche tu commetti questi errori quando stipuli una polizza professionale?“]

Attenzione: non è sempre colpa tua. Anzi. E non è colpa tua se le ASL fanno sempre più fatica ad assicurarsi per la Responsabilità Civile. Se tanti intermediari si buttano a capofitto tra dottori e dottorini (nel senso di giovani dottori) per fare “pesca a strascico” di polizze RC Professionali di dubbia qualità.

E non è colpa tua se le tradizionali Compagnie assicurative SCAPPANO letteralmente dal rischio sanitario.

Ecco, se la tua attuale situazione è questa… o peggio, se l’unico scenario che ti si presenta davanti è questo… allora spalanca bene gli occhi e leggi quello che ti sto per dire.

C’è una cosa che devi aver ben chiara per se sei un medico dipendente della struttura pubblica.

Ti hanno sempre raccontato (perché è vero) che la responsabilità civile ti è imputabile solo per errori commessi con “colpa grave”, in quanto la “colpa lieve” viene coperta dall’Ente come stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale.

Né io né te abbiamo abbastanza tempo per approfondire meglio cosa si intende per “colpa grave”. Perciò diamo per scontato che sappiamo di cosa stiamo parlando.

E sulla base di questo “postulato” giustamente ti hanno sempre detto che ti devi assicurare per la Responsabilità Civile Professionale esclusivamente per gli errori commessi con colpa grave.

Allora prima di tutto vediamo meglio qual è il procedimento in caso di richiesta danni nei confronti di un medico dipendente di struttura pubblica. Cercherò di essere il “meno tecnico” possibile. Tieni presente che la materia è parecchio complicata ed io vorrei semplificare la spiegazione per non “buttare troppa carne al fuoco”.

Dunque, se ricevi una richiesta danni da un paziente (o dai suoi eredi)  non sarai tenuto a pagare. Il pagamento dei danni, al termine dell’eventuale iter processuale, sarà in capo all’Ente ospedaliero (che avrà – è auspicabile – una propria copertura assicurativa).

Se però, l’Ente fosse chiamato a pagare in virtù di un errore accertato da parte tua, può segnalare (ed in alcuni casi deve) alla Corte dei Conti Regionale l’avvenuto pagamento al terzo per fatto imputabile ad un tuo comportamento.

Qui si decide molto: la Corte dei Conti ti invita a dedurre. Raccolte le deduzioni può decidere di archiviare, e tutto va a tarallucci e vino. Oppure puoi essere avviato al procedimento davanti al magistrato.

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Nel secondo caso sarà il magistrato che dovrà valutare o meno se siamo in presenza di “colpa grave”. In caso di condanna, dovrai rispondere per il danno erariale cagionato. Significa che dovrai risarcire (o con il TUO patrimonio o attraverso la copertura di rc professionale) la Pubblica amministrazione per le somme da questa pagate. Solitamente si tratta o della parte di “franchigia” dell’assicurazione di RC dell’Ente (attenzione, queste franchigie arrivano anche al milione di euro),oppure per l’intero importo (in caso di inoperatività o mancanza della copertura stessa).

Una bella botta. Non c’è che dire… dopo un procedimento che tra processo penale e processo amministrativo, può durare anche un decennio.

Bene, ma a livello di assicurazione come siamo messi?

In questo caso il diavolo sta nei dettagli.

Perché la maggior parte di quelle belle proposte di cui è tappezzata la bacheca della mensa, oppure ciò che troverai in internet da “broker” specializzati, ha un difetto che potrebbe compromettere la tua vita per sempre. Peggio della peggior disgrazia.

Vediamo questo estratto di nota informativa di una polizza molto famosa.

Testo polizza

In questo “oggetto di assicurazione” di dice chiaramente che gli Assicuratori “si obbligano a tenere indenne l’Assicurato di ogni somma che questi sia tenuto a pagare all’Erario a seguito di sentenza definitiva pronunciata dalla Corte dei Conti con accertamento della colpa grave dell’Assicurato”.

Cosa significa: che la copertura vale per i danni erariali accertati dalla Corte dei Conti.

Andiamo avanti e leggiamo qui:

Testo polizza 2

Qui si specifica meglio che il sinistro sarà aperto quando “l’Assicurato abbia ricevuto in forma scritta l’invito a dedurre o la citazione in giudizio da parte della Corte dei Conti”.

A maggior chiarimento viene ribadito con forza: “l’eventuale inchiesta o procedura giudiziale (civile o penale) promosse contro l’Assicurato NON sono considerate Eventi Dannosi e l’Assicurato non ha l’obbligo di denunciarne l’esistenza agli Assicuratori”.

Ve la traduco io: il sinistro sarà aperto non quando ricevi la richiesta danni del paziente (o degli eredi) ma quando la Corte dei Conti, magari dopo dieci anni dal fatto, agirà nei tuoi confronti.

Cosa comporta questo? Prendiamo un esempio.

Mettiamo il caso che domani mattina un’operazione vada male ed un paziente muoia. Dopo qualche settimana contro l’Ente, e contro di te che sei il medico, sarà promossa un’azione di richiesta danni da parte degli eredi e, se ne ricorreranno i presupposti, si avvierà un procedimento penale (con costituzione delle parti civili).

Ovviamente tu la prima cosa che farai sarà comunicare al tuo assicuratore l’evento, per l’apertura del sinistro.

Peccato che, come hai letto più sopra, questa richiesta danni NON comporta l’apertura del sinistro. L’assicuratore ti dirà: “mi spiace dottore, ci risentiamo tra dieci anni, se ci sarà necessità pagheremo… dobbiamo aspettare che si muova la Corte dei Conti”.

DOMANDA: Come “ci sto” nel processo penale a mio carico se non ho il supporto dell’assicurazione?

RISPOSTA: Se non ci sono “conflitti di interesse” tra te e l’Ente Ospedaliero, sarà l’Ente a sobbarcarsi le spese legali anche per la tua difesa. Diversamente, nel processo, ci stai da solo con i soldi tuoi se vuoi…

Bene, qui si aprono due scenari:

IPOTESI 1 (la fantasiosa) – Alla fine del procedimento (tra dieci anni) hai ancora la stessa assicurazione, con lo stesso assicuratore, che nel frattempo ha tenuto in piedi la stessa polizza, con le stesse caratteristiche, e magari con la stessa convenzione e la stessa Compagnia. Dopo dieci anni e dopo la sentenza del Tribunale Penale l’Ente Ospedaliero ha dovuto pagare il danneggiato (o i suoi eredi) e segnala il tutto alla Corte dei Conti che ti chiede di dedurre. Perfetto: tu denunci il sinistro, la Compagnia lo apre e paga. E vissero tutti felici e contenti.

IPOTESI 2 (la realtà) – La convenzione assicurativa con la quale ti eri assicurato con la formula di cui sopra viene chiusa. Il Broker muore, la Compagnia vi manda disdetta oppure viene comprata da un’altra Compagnia che decide di non assicurare più i medici (come spesso accade di questi tempi). E quindi recede dal contratto in maniera unilaterale (può farlo ad ogni ricorrenza annuale).

A quel punto cosa fai? Cerchi un altro assicuratore.

PECCATO che tu, nel “Questionario precontrattuale” debba dichiarare (pena la perdita di ogni diritto) che esiste a tuo carico un procedimento penale che potrebbe portare, una volta concluso, al pagamento di parecchie migliaia di euro se la Corte dei Conti lo riterrà.

DOMANDA: Quanti assicuratori troverò disposti ad assicurarmi con la quasi certezza di dover pagare un sinistro da qualche centinaia di migliaia di euro?

RISPOSTA ovvia: nessuno!

Aggiungo: a pensar male si fa peccato… ma secondo te, una Compagnia Assicurativa che può esercitare il recesso del contratto ad ogni ricorrenza annuale, cosa pensi che farà nel momento in cui verrà a conoscenza che sei stato raggiunto da un procedimento penale che può comportare un risarcimento?

Ok… hai capito!

Sei fregato per la vita. Perché se verrai condannato e sarai senza assicurazione (perché nessuno ti vuole più) devi pagare con i tuoi soldi.

Ti è passata la voglia di mangiare vero? E ci credo.

Io credo che gli effetti di queste coperture “fuffa” le vedremo tra qualche anno.

MA ALLORA, TI CHIEDERAI, QUALE SOLUZIONE POSSO ADOTTARE?

Di certo non una soluzione da Euro 300 all’anno.

Mi spiace caro Doc, ma se costa così poco hai capito il perché. E non dirmi che non ci avevi pensato.

Purtroppo non c’è molta scelta: tutte le formulazioni che assicurano “LA COLPA GRAVE” sono identiche. E propongono questa “Spada di Damocle” che penderà sulla tua testa vita natural durante.

L’alternativa è avere una copertura di RC professionale, che consideri “sinistro” il momento in cui ricevi la “prima” richiesta danni. Quella del paziente o dei suoi eredi. E non, dopo dieci anni, l’azione promossa della Corte dei Conti. Ma non ne esistono.

Quello, infatti, è un “rischio pieno“. E, ripeto, non ha il costo “discount” a cui molti sono abituati.

Senza contare che trovare Compagnie che assicurino l’RC medica non è facile. Per questo, solitamente, la materia è trattata dai Broker. Ma alla maniera dei Broker… [Leggi qui cosa penso dei Broker].

Ad ogni modo non tutto è perduto. Perché nel mercato “tradizionale” qualcosa si può ancora trovare. O, perlomeno, puoi muoverti avendo chiaro qual è la reale prospettiva assicurativa.

Se hai veramente a cuore la tua attività e la salvaguardia del tuo patrimonio dai pericoli del tuo mestiere, quello che devi fare è affidarti ad una CONSULENZA PROFESSIONALE PERSONALIZZATA.

Niente modulini on line, o fax inviati chissà dove. La tua professione merita più attenzione.

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Al posto del foglio in bacheca o al modulino on line scegli la soluzione “seria e professionale” che ti fa dormire sonni tranquilli qualsiasi imprevisto succeda nella tua attività di medico.

Se puoi, stai lontano dalla fuffa…

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Stay tuned.

Ilie Rizzato

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Le obbligazioni del professionista e le relative coperture assicurative

Analizziamo la fattispecie dei danni contrattuali cagionati a terzi con un occhio alle eventuali possibilità di copertura assicurativa.

Il ricorso alla copertura assicurativa per i danni da responsabilità civile avviene al fine di proteggere il proprio patrimonio da richiesta di risarcimento di terzi per i danni involontariamente cagionati. Gli atti illeciti che possono portare il terzo danneggiato a richiedere il risarcimento nascono da due diverse tipologie di obbligazioni: una di tipo extracontrattuale ed una contrattuale.

Le violazioni delle obbligazioni di tipo extracontrattuali sono quelle che ledono i diritti assoluti (diritto alla vita, alla salute, alla proprietà, eccetera). Comportamenti che cagionino un danno corporale, materiale o patrimoniale ingiusto tra due soggetti che possono anche non avere alcun legame tra loro. Esempio da scuola elementare: il vaso che, dal mio davanzale, cade in testa allo sconosciuto passante. Ma anche i danni che una ditta di scavi, durante il proprio lavoro, cagioni a terzi come tranciare fili o tubazioni non oggetto della lavorazione. Situazioni facilmente assicurabili con una “banale” polizza RCT.

Le violazioni delle obbligazioni contrattuali, invece, sono una fattispecie particolare. Non volendo per ragioni di spazio e di tempo tediare il lettore con professionistasulfiloun trattato di diritto, ma restando nell’ambito dei professionisti, vi dico che possono assicurate nella assicurazioni di RC professionali anche le obbligazioni contrattuali.

Il professionista è colui che presta a terzi la propria attività solitamente di tipo intellettuale caratterizzata da particolari conoscenze tecniche o scientifiche. In capo al professionista sorgono principalmente due diversi tipi di obbligazioni:

  • Obligazioni di risultato (es.: l’architetto che deve progettare una casa, l’ingegnere che deve realizzare un macchinario);
  • Obbligazione di mezzi (es.: l’avvocato che deve difendere il cliente, il medico che cura il paziente)

L’eventuale inadempienza contrattuale nelle obbligazioni di risultato avvengono nel momento in cui il danneggiato dimostra il diritto al credito (esibendo il contratto) e l’inadempienza del debitore. La copertura di RC professionale limita solitamente la portata delle garanzie sottoscrivibili soprattutto per i danni di tipo patrimoniale (si veda per esempio che sono malasanitapoche le Compagnie che concedono la copertura per la “mancata rispondenza”). Per cui vanno approfondite bene le garanzie, l’ambito di applicazione e le eventuali esclusioni non dando mai per scontato che “tutto” sia coperto. Anzi!

L’obbligazione di mezzi è ancora più “complicata” in quanto nell’esecuzione del contratto il professionista non deve conseguire “per forza” un risultato ma “impegnarsi” a conseguirlo con tutte le proprie conoscenze e capacità. Per cui un avvocato, se ha operato con la diligenza richiesta, non dovrà rispondere di un danno se il proprio cliente dovesse essere condannato. Art. 2236 del codice civile stabilisce che “se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d`opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave”. Per dimostrare l’illecita violazione dell’obbligazione, quindi, il creditore deve dimostrare il dolo o la colpa grave del professionista stesso (inversione dell’onere della prova).

Va da sé che i casi di dolo sono tutti inassicurabili per legge. Restano, invece, assicurabili (con patto speciale, in verità sempre ricompreso nell’RC professionale) la fattispecie del danno cagionato con colpa grave. Fermo restando che per i danni extracontrattuali, per i quali mi riprometto un apposito approfondimento in futuro, solitamente la copertura assicurativa presenta sicuramente meno insidie.

Ilie Rizzato

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R.C. professionale: hai tempo fino al 13 agosto per orientarti

L’obbligo di stipula di una polizza R.C. professionale per gli iscritti agli ordini professionali scatterà in estate. Ecco alcuni consigli per scegliere al meglio.

Per gli iscritti agli albi professionali assicurarsi non sarà più solo facoltativo, anche se caldamente consigliato, ma diventerà un vero e proprio obbligo. Il prossimo 13 agosto, infatti, sarà pienamente operativo il disposto del DPR 137/2012 che impone ai professionisti di stipulare una polizza di Responsabilità Civile professionale.

Tutti gli Ordini professionali si sono da tempo mossi per concordare con le Compagnie Assicurative convenzioni che propongano contratti standard. Nell’ingarbugliato mondo delle polizze assicurative, però, districarsi tra carenze e decorrenze, esclusioni ed estensioni non è semplice. Il primo consiglio che posso darvi, innanzitutto, è di affidarvi ad un consulente assicurativo che vi guidi nella scelta della copertura che meglio si adatta alla vostre esigenze. Per esperienza personale, posso dire che sono molti i professionisti che hanno difficoltà ad inquadrare una problematica legata al proprio lavoro nell’ambito della responsabilità civile. Molti dei miei clienti (che siano ingegneri, architetti o medici) spesso mi raccontano di aver visto negli ultimi tempi un’impennata dei contenzioni con i clienti. Secondo alcuni, magari un po’ maligni, perché in tempo di crisi ogni scusa è buona per avanzare riserve sul lavoro del professionista (magari solo per spuntare qualche sconto o posticipare un pagamento). Io, invece, che sono assicuratore e sono buon nell’animo, voglio pensare che,  in realtà, nel mondo di oggi sia richiesta sempre di più competenza e specializzazione,  e che il conseguente rischio di “sbagliare” si sia moltiplicato. Pertanto diventa assolutamente importante l’adeguata copertura assicurativa e la relativa consulenza.

La prima cosa da sapere quando si vuole (o si deve) scegliere un’assicurazione di Responsabilità Civile Professionale è quella di inquadrare al meglio la propria attività: sembra ovvio ma non lo è. Innanzitutto ricordatevi che tutte le polizze di R.C. Professionale coprono sempre “in relazione all’attività descritta in polizza”. Stipulare una polizza come ingegnere edile quando invece si progettano, anche solo saltuariamente, impianti può rendere inoperosa la copertura quando serve. Alcune volte sbagliare è impossibile, altre, invece molto più che probabile.

La seconda cosa da tenere bene a mente è come opera temporalmente un doctorcontratto di assicurazione di R.C. Professionale. Per il 99% dei casi, vi troverete di fronte ad una polizza “claims made”. Questo significa che la garanzia si “attiva” nel momento in cui riceverete la richiesta danni sempreché la polizza sia in copertura (i premi siano stati pagati) e che, al momento del verificarsi dell’evento dannoso, la polizza fosse coperta. Vi deve essere, in pratica, una continuità nel tempo delle coperture (tradotto:  la polizza va stipulata e mantenuta sempre senza “buchi temporali”). Molte Compagnie, permettono una “retroattività” pari ad un certo numero di anni (o più raramente illimitata). Questo consente di rendere valida la copertura anche se l’evento dannoso è avvenuto nel periodo antecedente la decorrenza della polizza. In questo contesto sono di particolare importanza le dichiarazioni precontrattuali quali eventuali sinistri precedenti, oppure richieste danni già pervenute o, importantissimo, la conoscenza di fatti che possano portare ad una richiesta danni. Queste dichiarazioni precontrattuali, normate dalle Condizioni Generali del Contratto, sono parte integrante della polizza.  Esse debbono non essere mendaci o reticenti, pena la perdita al diritto all’eventuale indennizzo. Tradotto: non dobbiamo barare in sede di stipula del contratto né, tantomeno, credere a qualche intermediario poco coscienzioso (diciamo così) che omette eventualmente di inserirle nella polizza.

Terzo elemento fondamentale è il massimale. Ricordatevi che è importantissimo tutelarsi soprattutto dal caso peggiore (pensate ad un errore di calcolo nel progetto di un edificio che provochi la morte di una o più persone). Mentre ai fini di un equilibrio tra premi e coperture può essere vantaggioso inserire in polizza una franchigia frontale (o uno scoperto, cioè una percentuale sul danno) anche elevato. Gli sconti, in tal senso, posso arrivare anche al 40% sulla tariffa.

In linea di principio, quindi, per un professionista ormai avviato o, soprattutto per studi professionali, la migliore soluzione arriva dal mercato delle polizze “tailor made”, cioè costruite sulle esigenze del cliente. Diversamente, eventuali contratti standardizzati frutto di una contrattazione collettiva tra Compagnia ed Albo, sembra, a mio avviso, più adatta per chi ha appena iniziato o ha esigenze modeste.

Un ultimo suggerimento riguarda la scelta dell’intermediario a cui affidarsi: per mia esperienza vi posso dire che in caso di sinistro diventa fondamentale la vicinanza di un consulente e la presenza sul territorio di un centro liquidazione danni. Prediligete, dunque, quelle Compagnie (meglio se primarie) che possono contare su una rete ed una struttura capillare. A meno che non vogliate spendere in viaggi aerei, raccomandate A/R e salute del fegato più di quello che avete magari creduto di risparmiare.

Prossimamente approfondiremo la tematica di questo tipo di polizze entrando nel dettaglio delle coperture nell’RC Professionale abbinandola eventualmente ad una copertura di tutela legale.

 

Ilie Rizzato

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