Dal primo luglio addio attestato di rischio cartaceo

Entra in vigore il primo luglio la modifica al Codice delle Assicurazioni che dematerializza l’attestato di rischio

Attestato di rischio cartaceo addio. Con il primo giorno di luglio entra in vigore la modifica al Codice delle Assicurazioni che prevede la “dematerializzazione” del documento comprovante la sinistrosità pregressa. L’acquisizione da parte della Compagnia al momento della stipula di un nuovo contratto avverrà ora solo per via telematica, grazie al attestato-rischio-assicurazcollegamento con la banca dati Ania, a cui le Compagnie stesse si sono impegnate di far confluire i dati in tempo reale.

L’attestato di rischio, quindi, si dematerializza ma non sparisce. Esso sarà inviato al contraente (e anche al proprietario/usufruttuario del veicolo se diverso) per via telematica: lo si potrà consultare su internet attraverso una sezione riservata nel sito della Compagnia di riferimento, tramite App per smartphone/tablet, o verrà inviato via posta elettronica o Social Network.

rcauto-contrassegnoPer coloro che non sono troppo pratici dei nuovi media l’alternativa resta quella di recarsi di persona dal proprio intermediario che ne rilascerà una copia cartacea. Ad ogni buon conto, ai fini della stipula di un eventuale nuovo contratto farà fede esclusivamente quanto presente in banca dati. Nell’eventualità che essa non fosse aggiornata l’intermediario potrà acquisire l’ultimo attestato di rischio presente, facendosi rilasciare dall’assicurato un’autocertificazione circa il periodo mancante, ricostruendo così l’esatta posizione assicurativa.

La novità è un ulteriore passo verso la crociata sempre più feroce contro le frodi assicurative. In attesa della prossima rivoluzione coperenicata in tema di RC Auto ovvero la dematerializzazione del contrassegno attesa per il 18 ottobre. Ma questa è un’altra storia…

 Ilie Rizzato

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Imposte RC Auto: anche Padova si adegua

Dal primo marzo anche in provincia di Padova l’aliquota d’imposta sull’RC Auto passa dal 12,5% al 16% allineandosi ad altre province.

In tempi di aumenti non ci facciamo mancare nemmeno l’ultimo piccolo salasso. Il Consiglio Provinciale di Padova, infatti, ha fatto scattare dal primo marzo l’aumento delle imposte sull’RC Auto che passano dal 12,5% al 16%. Un balzo di ben 3,50 punti percentuali, che allinea l’aliquota padovana a quelle di Venezia e Vicenza. Un po’ più bassa Treviso (15%) che lo scorso anno, dopo un iniziale aumento al 16%, ha deciso di ridurre di un punto. Resta, invece, al 12,5% quella di Rovigo.

Una piccola buona notizia arriva, intanto, dall’AIBA, l’associazione italiana Broker: un recente studio di Check-it -Auto ha stabilito che la tariffa media è rc_auto_aumentidiminuita del 4,9%.  “Il calo delle tariffe Rc Auto per gli autoveicoli e la ritrovata redditività del comparto è un segnale importante che va sottolineato”, afferma il Presidente dell’AIBA, Francesco G. Paparella. “Tuttavia le coperture assicurative auto continuano a essere le più care d’Europa. Il mercato è caratterizzato dall’assenza di innovazione nei prodotti e dalla scarsa flessibilità dell’offerta. Nonostante i molteplici interventi normativi il fenomeno delle frodi non accenna a diminuire e i risarcimenti per i sinistri con lesioni di modesta entità, seppure in calo, si mantengono su valori elevati”. (Fonte: assinews.it)

Qualcosa, dal punto di vista legislativo, si sta muovendo. L’introduzione del Contratto Base RC Auto, la diffusione delle scatole nere (Unibox per Unipol) e la possibilità di libera collaborazione tra intermediari potrebbero essere strumenti utili per riportare le tariffe a medie più europee e meno amare…

Ilie Rizzato

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Niente multa se il contrassegno è scaduto

Una circolare del Ministero degli Interni stabilisce che non ci sarà alcuna sanzione nel caso in cui il contrassegno è scaduto da meno di quindici giorni.

Stop alle multe se il contrassegno assicurativo è scaduto. Ovviamente solo se sono passati meno di quindici giorni dalla scadenza del contratto assicurativo. Si dipana, finalmente, ogni dubbio riguardante le conseguenze dovute alla circolazione del veicolo durante quelli che vengono comunemente detti “i quindici giorni”.

Dal primo gennaio 2013, come abbiamo già trattato, i contratti RC Auto non Multaprevedono più il tacito rinnovo. La legge, inoltre, obbliga le Compagnie a mantenere la copertura valida fino alle ore 24 del quindicesimo giorno successivo alla scadenza. Se sotto il profilo della copertura assicurativa il conducente del veicolo poteva circolare con assoluta tranquillità anche oltre la scadenza di polizza, fino a ieri stava meno tranquillo allorché incrociava una pattuglia. Il rischio, infatti, era di incorrere nella sanzione amministrativa di Euro 21,00 per la mancata esposizione di valido contrassegno. E questo nella migliore delle ipotesi. Perché circolare privi di assicurazione comporta il sequestro del veicolo oltre che la multa da euro 779,00 ad euro 3.119,00.

Fortunatamente, anche se con la solita pachidermica lentezza, ogni paura è svanita grazie alla circolare n. 300/A/1319/13/101/20/21/7 del 14 febbraio 2013 (clicca qui) stabilendo che «per un limitato periodo di quindici giorni dalla scadenza, l’assicurato, in attesa di sottoscrivere altro contratto in tempo utile, durante tale periodo può continuare a esibire il certificato e il contrassegno scaduti».

Un sospiro di sollievo per tutti i ritardatari, gli sbadati ed i clienti dell’ultimo minuto.

Ilie Rizzato

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