Albo Autotrasporti e la polizza che non esiste

Nuove disposizioni in tema di certificazione d’idoneità finanziaria per gli autotrasportatori: l’RC Vettoriale non basterà più. Ma l’alternativa non esiste.

Ennesimo capitolo della Saga “Iscriversi all’Albo degli autotrasportatori”. Il ministero dei Trasporti ha diffuso lo scorso 11 maggio 2013 una nuova circolare che norma l’annosa questione del requisito d’idoneità finanziaria per l’attività di autotrasportatore per conto terzi, nell’ambito dell’applicazione del Regolamento comunitario 1071/2009. Clicca qui per scarica la circolare.

L’ironia è d’obbligo in quanto se fino a qualche settimana fa (ne avevo già ministero-dei-trasportiparlato qui) per dimostrare la propria idoneità bastava una dichiarazione di vigenza di polizza RC Vettoriale, rilasciata dal proprio assicurato, ora tale procedura non sarà più valida. A fianco delle consuete modalità (fidejussione o certificazione del revisore dei conti), il povero autotrasportare può optare per la stipula di una polizza di RC professionale (a seguito della quale l’assicuratore rilascerà l’attestato di vigenza). Peccato che la polizza RC Professionale dell’autotrasportatore non esista  in questo mondo. Una banale RC verso terzi, infatti, non è una vera e propria RC professionale e pertanto non risponde ai requisiti richiesti. E non lo è nemmeno l’RC Vettoriale. A questo si aggiunga che nessuno straccio di schema di polizza RC professionale, seppur allo studio dell’ANIA, ha ancora visto la luce. Ne, mi pare, se ne scorge uno all’orizzonte.

Leggendo la circolare, però, il Ministero dà per scontato che tale polizza esista: per cui come tutte le solite cose “all’italiana”, siamo di fronte all’ennesimo equivoco. Almeno fino all’arrivo della prossima circolare. E nel frattempo armatevi di buona volontà e tirate fuori i bilanci sperando che la crisi ed il mercato al ribasso non abbia deturpato anche quelli.

Attendiamo fiduciosi sviluppi.

Ilie Rizzato

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R.C. professionale: hai tempo fino al 13 agosto per orientarti

L’obbligo di stipula di una polizza R.C. professionale per gli iscritti agli ordini professionali scatterà in estate. Ecco alcuni consigli per scegliere al meglio.

Per gli iscritti agli albi professionali assicurarsi non sarà più solo facoltativo, anche se caldamente consigliato, ma diventerà un vero e proprio obbligo. Il prossimo 13 agosto, infatti, sarà pienamente operativo il disposto del DPR 137/2012 che impone ai professionisti di stipulare una polizza di Responsabilità Civile professionale.

Tutti gli Ordini professionali si sono da tempo mossi per concordare con le Compagnie Assicurative convenzioni che propongano contratti standard. Nell’ingarbugliato mondo delle polizze assicurative, però, districarsi tra carenze e decorrenze, esclusioni ed estensioni non è semplice. Il primo consiglio che posso darvi, innanzitutto, è di affidarvi ad un consulente assicurativo che vi guidi nella scelta della copertura che meglio si adatta alla vostre esigenze. Per esperienza personale, posso dire che sono molti i professionisti che hanno difficoltà ad inquadrare una problematica legata al proprio lavoro nell’ambito della responsabilità civile. Molti dei miei clienti (che siano ingegneri, architetti o medici) spesso mi raccontano di aver visto negli ultimi tempi un’impennata dei contenzioni con i clienti. Secondo alcuni, magari un po’ maligni, perché in tempo di crisi ogni scusa è buona per avanzare riserve sul lavoro del professionista (magari solo per spuntare qualche sconto o posticipare un pagamento). Io, invece, che sono assicuratore e sono buon nell’animo, voglio pensare che,  in realtà, nel mondo di oggi sia richiesta sempre di più competenza e specializzazione,  e che il conseguente rischio di “sbagliare” si sia moltiplicato. Pertanto diventa assolutamente importante l’adeguata copertura assicurativa e la relativa consulenza.

La prima cosa da sapere quando si vuole (o si deve) scegliere un’assicurazione di Responsabilità Civile Professionale è quella di inquadrare al meglio la propria attività: sembra ovvio ma non lo è. Innanzitutto ricordatevi che tutte le polizze di R.C. Professionale coprono sempre “in relazione all’attività descritta in polizza”. Stipulare una polizza come ingegnere edile quando invece si progettano, anche solo saltuariamente, impianti può rendere inoperosa la copertura quando serve. Alcune volte sbagliare è impossibile, altre, invece molto più che probabile.

La seconda cosa da tenere bene a mente è come opera temporalmente un doctorcontratto di assicurazione di R.C. Professionale. Per il 99% dei casi, vi troverete di fronte ad una polizza “claims made”. Questo significa che la garanzia si “attiva” nel momento in cui riceverete la richiesta danni sempreché la polizza sia in copertura (i premi siano stati pagati) e che, al momento del verificarsi dell’evento dannoso, la polizza fosse coperta. Vi deve essere, in pratica, una continuità nel tempo delle coperture (tradotto:  la polizza va stipulata e mantenuta sempre senza “buchi temporali”). Molte Compagnie, permettono una “retroattività” pari ad un certo numero di anni (o più raramente illimitata). Questo consente di rendere valida la copertura anche se l’evento dannoso è avvenuto nel periodo antecedente la decorrenza della polizza. In questo contesto sono di particolare importanza le dichiarazioni precontrattuali quali eventuali sinistri precedenti, oppure richieste danni già pervenute o, importantissimo, la conoscenza di fatti che possano portare ad una richiesta danni. Queste dichiarazioni precontrattuali, normate dalle Condizioni Generali del Contratto, sono parte integrante della polizza.  Esse debbono non essere mendaci o reticenti, pena la perdita al diritto all’eventuale indennizzo. Tradotto: non dobbiamo barare in sede di stipula del contratto né, tantomeno, credere a qualche intermediario poco coscienzioso (diciamo così) che omette eventualmente di inserirle nella polizza.

Terzo elemento fondamentale è il massimale. Ricordatevi che è importantissimo tutelarsi soprattutto dal caso peggiore (pensate ad un errore di calcolo nel progetto di un edificio che provochi la morte di una o più persone). Mentre ai fini di un equilibrio tra premi e coperture può essere vantaggioso inserire in polizza una franchigia frontale (o uno scoperto, cioè una percentuale sul danno) anche elevato. Gli sconti, in tal senso, posso arrivare anche al 40% sulla tariffa.

In linea di principio, quindi, per un professionista ormai avviato o, soprattutto per studi professionali, la migliore soluzione arriva dal mercato delle polizze “tailor made”, cioè costruite sulle esigenze del cliente. Diversamente, eventuali contratti standardizzati frutto di una contrattazione collettiva tra Compagnia ed Albo, sembra, a mio avviso, più adatta per chi ha appena iniziato o ha esigenze modeste.

Un ultimo suggerimento riguarda la scelta dell’intermediario a cui affidarsi: per mia esperienza vi posso dire che in caso di sinistro diventa fondamentale la vicinanza di un consulente e la presenza sul territorio di un centro liquidazione danni. Prediligete, dunque, quelle Compagnie (meglio se primarie) che possono contare su una rete ed una struttura capillare. A meno che non vogliate spendere in viaggi aerei, raccomandate A/R e salute del fegato più di quello che avete magari creduto di risparmiare.

Prossimamente approfondiremo la tematica di questo tipo di polizze entrando nel dettaglio delle coperture nell’RC Professionale abbinandola eventualmente ad una copertura di tutela legale.

 

Ilie Rizzato

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Albo Autotrasporto: per iscriversi basterà una R.C.V.

Una circolare chiarisce momentaneamente i dubbi sui documenti da presentare e chi sono i soggetti titolati al rilascio delle dichiarazioni.

Dopo un iniziale e travagliato periodo d’incertezza il Ministero dei Trasporti ha finalmente (e transitoriamente) stabilito come debba comportarsi il povero autotrasportatore per dimostrare la propria capacità finanziaria ed iscriversi senza timore all’Albo di categoria.

Come tutti sanno, l’art. 7 del Regolamento (CE) 1071/2009 del 21/10/2009 prescrive che l’impresa di autotrasporto dimostri, previa una certificazione da parte di un revisore o di altro soggetto debitamente riconosciuto, di disporre ogni anno di un capitale e di riserve per un valore di almeno € 9.000,00 quando è utilizzato solo un veicolo e di € 5.000,00 per ogni veicolo supplementare utilizzato. Sempre lo stesso articolo, al 2° paragrafo, prevede che l’autorità competente possa “consentire o esigere che autotrasportoun’impresa dimostri la propria idoneità finanziaria mediante un’attestazione, quale una garanzia bancaria o un’assicurazione, inclusa l’assicurazione di responsabilità professionale di una o più banche o di altri organismi finanziari, comprese le compagnie di assicurazione, che si dichiarino fideiussori in solido dell’impresa per gli importi di cui al paragrafo 1…”.

Nulla di particolare se non fosse che, il legislatore, ha pasticciato con i termini, in quanto non esiste sul mercato nessuna Polizza di Responsabilità Civile Professionale per l’autotrasportatore. Questo ha ingenerato non poche confusioni (e speculazioni) tanto più che l’unico sistema certo di ottenere l’iscrizione all’Albo era la presentazione di una fidejussione bancaria (con tutte le difficoltà che si possono incontrare nell’intraprendere un lungo iter bancario per ottenere tale documento).

Nei mesi scorsi alcune singole sedi provinciali dell’Albo accettavano le “Attestazioni di Idoneità finanziaria” rilasciate da qualche assicuratore sulla base della presenza di una semplice polizza di Responsabilità Civile. Un’interpretazione molto “larga” della normativa. Tale fattispecie, però, non coglieva in pieno lo spirito della norma (eufemisticamente diciamo così), tanto da spingere il Ministero a fermare la corsa al “fai da te”.

Oggi, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in via assolutamente transitoria e in attesa che venga eventualmente predisposta dalle compagnie assicuratrici la specifica polizza di assicurazione professionale prevista dalla normativa, ha consentito la dimostrazione del requisito di idoneità finanziaria mediante attestazione di vigenza di polizza di responsabilità del vettore stradale, previamente convalidata dalla compagnia assicuratrice (Circolare Ministeriale n. 26326 del 26/11/2012). Questo, per ora, per consentire anche alle piccole imprese (ed alle nuove) la possibilità di iscriversi senza far riscorso ad una fidejussione (che non tutte le banche sarebbero state disposte a concedere).

Tutto ciò, come dice la Circolare, in via provvisoria: ma in Italia, sappiamo, cosa c’è di più duraturo del provvisorio?

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