Con le polizze meglio giocare a carte scoperte

L’importanza delle dichiarazioni precontrattuali: se mendaci o reticenti posso fare venir meno la copertura assicurativa.

Prendiamo spunto da un caso concreto per parlare dell’importanza delle dichiarazioni precontrattuali, disciplinate dal Codice Civile negli artt. 1893, 1894 e 1895 e sempre richiamate nelle Condizioni Generali di Assicurazione.

Il legislatore, infatti, nel caso in cui l’assicurato (o il contraente), con dolo o colpa grave, non fornisca all’assicuratore tutte le informazioni relative alle assicuratorecircostanze del rischio ha stabilito che venga meno il diritto a ricevere l’indennizzo, tutto o in parte. Sappiamo, infatti, che nel caso di rischio non ispezionabile è grazie alla rappresentazione fornitagli  dall’assicurato (anche mediante questionari ad hoc) che l’assicuratore valuta la possibilità di concedere la copertura stabilendone il premio. Le dichiarazioni non riguardano solo sinistri precedentemente occorsi ma anche, e soprattutto, fatti conosciuti dall’assicurato che possono comportare una futura richiesta danni o causare un fattore aggravante del rischio.

Prendiamo, ad esempio, le polizze di Responsabilità Civile professionali nella forma “claims made” che si “attivano” nel momento in cui l’assicurato riceve una richiesta danni. Supponiamo ora il caso di un ingegnere responsabile della sicurezza in un cantiere che si presentasse da un assicuratore dopo che è accaduto un incidente in un cantiere da lui diretto. Essendo il fatto conosciuto dall’ingegnere, egli non può omettere in sede di dichiarazione precontrattuale di evidenziare all’assicuratore che tale evento potrà  comportargli una possibile richiesta danni. Anche se, al momento, non gli è stato notificato alcunché. Se ciò accadesse l’assicuratore potrà non indennizzare l’assicurato e, nel contempo, avrà facoltà di far cessare la copertura assicurativa se questa fosse stata nel frattempo concessa.

handshakeOvviamente questo avviene solo in presenza di una dichiarazione mendace o reticente commessa con dolo (precisa volontà di omettere la dichiarazione) o con colpa grave (perché il fatto era facilmente conoscibile). Ricordo, altresì, che l’obbligo di comunicazione circa le circostanze del rischio non gravano solo all’atto della stipula del contratto ma continuano anche nel corso della sua validità. Infatti, gli eventuali “aggravamenti” o “diminuzioni” del rischio vanno sempre comunicati all’assicuratore, pena l’applicazione dei disposti di cui all’art. 1897 e art. 1898 del Codice civile. Se sono un ingegnere che progetta opere civili o industriali e mi metto a progettare ponti o gallerie ed in polizza non è esplicitato (ed ho pagato un premio inferiore proprio per quel motivo) la variazione deve essere obbligatoriamente comunicata all’assicuratore che potrà variare il contratto o decidere di recedere.

Nel mondo delle coperture assicurative, quindi, si gioca a carte scoperte. E non è un caso che uno dei “pilastri” su cui si basa il rapporto tra assicuratore ed assicurato sia la fiducia che, sappiamo, può essere ben o mal riposta.

Ilie Rizzato

Metti "Mi piace" e condividi
Share