Polizze furto: come si dimostra il possesso degli oggetti rubati?

Alcuni consigli per non incorrere nella brutta sorpresa di vedersi rifiutare il pagamento di un sinistro per furto di oggetti in casa 

Le pagine di cronaca dei nostri quotidiani sono piene di notizie relative a furti grandi o piccoli, perpetrati da sempre più impavidi ladri. Dal piccolo appartamento al grande deposito commerciale o industriale le vittime di questi atti delinquenziali sono sempre più in aumento.

Per rispondere alle evidenti necessità di tutela dei propri beni contro questi spiacevoli eventi si può decidere di sottoscrivere una copertura assicurativa che risarcisca il danno subito. Per questa linea di rischio, solitamente, il mercato assicurativo propone dei prodotti standardizzati chiamati “multirischi”, dove abbinando più garanzie (Incendio, Furto, RC capofamiglia, Tutela Legale, Assistenza) si posso ottenere degli sconti importanti.  Ma, parlando della garanzia furto, come facciamo a dimostrare al furtoincasaperito dell’assicurazione che gli oggetti rubati erano veramente in nostro possesso? La semplice elencazione dei beni sottratti rilasciata con denuncia presso le autorità non è sufficiente. Per cui ci si trova di fronte al problema di dimostrare che le cose custodite nell’abitazione violata dai ladri e da loro rubate erano di nostra proprietà. Ma spesso e volentieri, proprio per oggetti che si trovano in case private, non sempre l’assicurato ha possibilità di esibire un titoli (una ricevuta, una fattura o un certificato) che dimostri che quel bene (magari un gioiello o un quadro) era veramente custodito in casa. Si pensi ai gioielli ereditati dalla nonna, oppure ad un orologio ricevuto in regalo per i quali non esistono scontrini fiscali o altri titoli cartacei. Ci sono , quindi, delle piccole regole da seguire per evitare brutte sorprese da parte della propria Compagnia di Assicurazione che, in mancanza di prove, può rifiutarsi di pagare il valore del bene rubato.

L’art. 2697 del codice civile stabilisce che: “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda“. Molte sentenze della magistratura si sono orientate comunemente verso l’indirizzo interpretativo secondo cui sia l’Assicurato che deve dimostrare che era in possesso degli oggetti per cui si chiede l’indennizzo per furto. Tale dimostrazione può avvenire con qualunque mezzo che non sia la semplice “autocertificazione”: in particolare il nostro consiglio è quello di fotografare gli oggetti all’interno dell’abitazione (soprattutto se si tratta di oggetti preziosi facilmente asportabili, oppure di quadri, mobili di particolare pregio o strumentazione). Una seconda possibilità arriva dal farsi rilasciare una dichiarazione da parte di un testimone (un conoscente, un parente) che abbia regalato l’oggetto rubato o che affermi che fosse in vostro possesso in casa. Non esiste una modalità stabilita. L’importante è che vi sia una prova documentale valida. Diversamente, in mancanza di qualsiasi di questi titoli (documenti fiscali, certificati, foto o dichiarazioni testimoniali), la Compagnia potrebbe, con buon diritto, rifiutarsi di risarcire il furto dei beni.

 

Ilie Rizzato

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