Sottoassicurazione: la malattia nascosta della tua polizza

L’importanza di assicurare adeguatamente i propri beni al giusto valore influisce sulla determinazione del risarcimento

Esiste una subdola patologia nelle coperture assicurative che può pregiudicare, anche in maniera sostanziale, l’entità dei risarcimenti: si tratta della sottoassicurazione.

Sottoassicurare un bene significa, appunto, assicurarlo per un valore inferiore rispetto a quello reale.  Solitamente tale valore reale è stabilito secondo alcuni criteri quali il valore di ricostruzione, il valore a nuovo o di rimpiazzo o il valore di listino. Questo a seconda che si tratti di un bene immobile (un fabbricato ad esempio) o un bene mobile (un autovettura, un macchinario, eccetera). valutazionecasa La fonte normativa da cui deriva il pericolo della sottoassicurazione è l’art. 1907 del Codice Civile che dice: “Se l’assicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata aveva nel tempo del sinistro, l’assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non sia diversamente convenuto”.

Di “sottoassicurazione” si ammalano per lo più le polizze assicurative sopra i fabbricati, che nel tempo sono soggetti ad una apprezzamento. Diversamente dai beni mobili (auto, macchinari, apparecchiature) che per usura, vetustà ed avanzamento tecnologico sono invece usualmente soggetti ad un deprezzamento.

Ma come funziona in concreto la regola proporzionale ex art. 1907 del Codice Civile? Vediamo un esempio da prima elementare, che sono i miei preferiti:

Il papà di Pierino deve assicurare una casa che il perito ha stabilito avere un “valore di ricostruzione ai fini assicurativi” pari ad Euro 250.000,00. Il papà di Pierino, furbo come il figlio, per risparmiare sulla polizza decide di assicurarsi per Euro 150.000,00 (magari su internet dove non vi è il filtro di un intermediario che avrebbe consigliato diversamente).  Dopo tre mesi una tromba d’aria scoperchia il tetto producendo danni per Euro 40.000,00. Il papà di Pierino è tranquillo, perché la sua Multirischi dell’abitazione copre anche gli eventi atmosferici. Dopo qualche giorno (ah ah ah nel mondo dei sogni i sinistri vengono liquidati subito) al papà di Pierino viene presentato l’atto di quietanza del sinistro e, con sorpresa, scopre che l’indennizzo è pari, solamente, ad Euro 24.000,00. Che cos’è successo?pierino

Semplicemente ha trovato applicazione la regola proporzionale: infatti, il fabbricato del valore di Euro 250.000 è stato assicurato (a valore intero) per Euro 150.000, con una sottoassicurazione del 40%. Il danno parziale prodotto (pari ad Euro 40.000) ha subito una decurtazione proporzionale del 40% (40.000×40/100= 16.000), comportando un calcolo della liquidazione pari ad Euro 40.000-16.000 = 24.000,00.

Se il danno subito fosse stato totale (ed esempio per effetto di un incendio), la liquidazione sarebbe stata di Euro 150.000 (cioè fino alla concorrenza del massimale assicurato), ed il papà di Pierino avrebbe “sopportato” in proprio i rimanenti 100.000 euro di costi di ricostruzione.

L’esempio, oltre a non tenere conto degli eventuali scoperti e franchigie di polizza (in fondo è il mondo dei sogni, no?), non considera la possibilità, spesso offerta dalla polizze incendio, di avere una sorta di “tolleranza” tra il valore assicurato ed il valore del bene. Esiste, infatti, una clausola (non di rado automaticamente operante) chiamata “Deroga alla regola proporzionale” che permette, appunto, una tolleranza del 10% (o più) tra i due valori, rendendo inapplicabile la regola proporzionale sempre in caso di danno parziale.

I consigli. Per non ammalarsi di “sottoassicurazione” il primo consiglio che si può seguire è di affidarsi ad un professionista coscienzioso. Egli sicuramente vi guiderà nello stabile al meglio il valore del bene da assicurare. Con l’accortezza che è meglio sbagliare all’insù (sovrastima) che all’ingiù (sottostima). Inoltre, è sempre consigliabile rivedere periodicamente la polizza, anche perché i beni assicurati potrebbero essere mutati (lavori di ampliamento, acquisto di nuovi beni che variano l’ammontare della partita contenuto, eccetera) così da mantenere sempre giovane e bella la vostra polizza. Oppure, se proprio vi è antipatico il vostro consulente e lo volete vedere il meno possibile, indicizzate le somme assicurate (solitamente all’indice Istat). Muteranno così, automaticamente, massimali e premi, mantenendo inalterati eventuali scoperti e franchigie.

Accenno al fatto che ci sarebbe anche la possibilità di assicurare i beni a “primo rischio assoluto”, ma questa è un’altra storia e la affronteremo in futuro.

Ilie Rizzato

 

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