La sindrome dell’odiosa RC Auto può uccidere la tua impresa

Gli sbagli che probabilmente anche tu fai e che possono mettere a rischio irrimediabilmente il tuo business.

Assicurarsi è una necessità. Quello lo sanno anche i bambini. Poi però crescendo, diventando adulti e saggi, ci si rincitrullisce e combiniamo le cavolate. Tu sei uno di questi? Probabilmente si (mi spiace, a volte non risulto simpatico, di primo acchito… ma dal vivo sono spassosissimo).

La stragrande maggioranza delle persone, anzi, tutte le persone hanno un solo obiettivo quando si tratta di assicurazioni: risparmiare.

Che di per sé mica è una cosa sbagliata. Direi che spesso è il motore che ti fa muovere verso un confronto tra quello che già hai e quello che offre il mercato.

Ma c’è modo e modo di ragionare. Se ti fai prendere dalla “sindrome dell’odiosa RC Auto” allora le cose possono essere pericolose.

Perché “odiosa” RC Auto? Perché è vissuta come una tassa e non come una necessità. E questa cultura imperante è quella che mette a rischio la tua impresa . E’ la sindrome dell’odiosa RC Auto ad aver fatto diventare un “mantra” lo sconto sulle assicurazioni, un fattore da ottenere a tutti i costi.

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Facci caso: vai in banca e ti vogliono fare la polizza RC Auto scontata. Vai al supermercato e ti appioppano la polizza RC Auto scontata tra due etti di crudo e tre di Asiago. Accendi la TV e una qualunque AssiTeleDrin ti offre la polizza on line con un ribasso del 50%. Un cane si mette a fare le comparazioni davanti ai microfoni in conferenza stampa. La sagra dei pubblicitari creativi. Una Babilonia, un circo.

Cosa comporta questo? Che nella stragrande maggioranza dei casi l’equazione mentale è semplice: assicurazione = RC Auto. RC Auto = tassa ingiusta. La tassa ingiusta, in quanto ingiusta, deve costare il meno possibile.

Risultato: tutti ormai si sono abituati a pensare che l’assicurazione, in generale, e non solo l’RC Auto, sia sempre una tassa ingiusta e che la migliore sia quella che ti fa risparmiare.

Bene, questa cultura assicurativa è un kalashnikov puntato sulla faccia della tua attività? Non mi credi?

La logica del risparmio applicato ai rischi di un’attività d’impresa è un suicidio annunciato se fatto senza criterio.

Non mi fraintendere: non significa che devi sottoscrivere le polizze più costose. No, è roba da pazzi.

Dico che non dovresti mai rinunciare a coprire alcune aree di rischio in nome del risparmio. E che “il risparmio” non deve essere mai la linea guida nelle scelte assicurative. E se il tuo consulente o assicuratore che sia, non ti ha sufficientemente messo in guardia da questo pericolo, allora è tempo di cambiare mentalità e sicuramente anche assicuratore.

Ce l’hai il Risks Manager?

Se la tua struttura conta appena qualche operaio ed una segretaria che passa metà del tempo a condividere su facebook aforismi scritti su tramonti romantici allora so già la risposta.

Lo so, caro amico imprenditore, che nella tua azienda il 99% delle faccende passano sul tuo tavolo e non hai tempo per nulla. E’ così dappertutto. E che “c’è la crisi” e quindi l’ultimo dei tuoi problemi è l’assicurazione. E che magari sei pure in dubbio di ridurre l’organico lasciando a casa l’impiegata. Quindi inutile parlarti di Risks Manager…

Ma non preoccuparti. Qualunque sia la dimensione della tua attività sappi che sei in buona compagnia.

Tre mesi fa ho avuto modo di trattare una grossissima azienda. Si trattava della più grande azienda in Europa nel suo campo. Con ben sei stabilimenti in Italia e diversi pure all’estero.

Bene, noi crederemmo che in un’azienda del genere ci siano squadre di preparatissimi ingegneri dedicati solo nell’individuazione dei rischi e nella loro risoluzioni. In realtà nulla di tutto questo. Nada, nisba, niet.

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Quindi, se non ce l’hanno loro perché dovresti averlo tu? Posso forse rimproverarti?

“Risolvimi il problema!”

Anni fa lavoravo in un’Agenzia dove la frase che più spesso sentivo dire dal Boss era “risolvimi il problema”.  Quindi sono cresciuto con questo tipo di mentalità: risolvere problemi. Come il Sig. Wolf di Pulp Fiction, ma con molto meno stile.

Come ti risolvo il problema di non cadere nella sindrome dell’odiosa RC Auto ovvero del risparmio ad ogni costo, senza un Risks Manager e senza mettere a repentaglio la tua impresa ed i tuoi guadagni e non spendere cifre esorbitanti?

Sembra impossibile, eppure per chi lavora nel campo assicurativo delle aziende questo è il lavoro da approntare.

Si tratta di individuare le aree di maggior rischio, stabilire massimali e somme assicurate adeguate a fronteggiare un disastro totale. Valutare l’impatto sull’attività di eventuali eventi che generano un sinistro parziale. Capire fino a che punto l’azienda può accollarsi eventualmente una parte del danno e che budget è in grado di mettere a disposizione. Shakerare, aggiungere qualche eventuale leva fiscale, guarnire con un’oliva e servire.

Qualcosa di diverso rispetto a: dammi le copie delle polizze che vediamo se ti faccio risparmiare. Che, per carità, può essere il punto di inizio di una valutazione che deve essere molto più ampia ed articolata.

Essa dovrà essere in grado in primo luogo di rispondere alle richieste di risarcimento che possono arrivare dai terzi: RCT, RCO, RC prodotti. E dovrà dare copertura ai danni che i propri beni possono subire: incendio, furto. E, se possibile, ammorbidire l’impatto sui mancati introiti per il fermo produzione: danni indiretti.

Un lavoro articolato e stimolante. Un vero lavoro di squadra tra assicuratore e imprenditore. E non un tira e molla sul prezzo a carte coperte.

Quello che mi chiedo a questo punto è: saresti in grado di giocare a questo gioco? Oppure sei tra quelli che giocano ai dadi con la principale attività della propria vita? Che credono che l’assicurazione sia una tassa ingiusta, almeno fino al giorno in cui mezzo capannone del vicino non va in fiamme e ti prendi paura?

Come ho detto, il cambio di mentalità, è determinante. E se hai voglia di giocare sul serio prova qui =========> CLICCA SUBITO.

Ilie Rizzato

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